Discours de remerciement – Rome, 15.11.1984 (italien)

USA

Sewall Wright

Prix Balzan 1984 pour la génétique

Pour ses contributions fondamentales à l’interprétation des phénomènes génétiques sur lesquels se base l’évolution et pour sa formulation de modèles mathématiques des modifications des fréquences des gènes dans les populations. Pour ses importantes réalisations dans les domaines de la génétique physiologique et de l’amélioration des animaux d’élevage et des plantes cultivées.


Signor Presidente,
Signori membri della Fondazione Balzan,
Signori ospiti

apprezzo enormemente l’onore di essere insignito del Premio Balzan. Sono molto lieto di seguire le orme dell’eminente evoluzionista Ernst Mayr che ricevette il Premio l’anno scorso. Desidero esprimere i miei ringraziamenti più cordiali a chi mi ha proposto ed ai Signori membri del Comitato che mi hanno prescelto. Da ragazzo mi appassionava soprattutto la storia naturale, catalogavo uccelli, ne collezionavo le uova e facevo la raccolta di farfalle e falene. Mi interessavo moltissimo dell’evoluzione e lessi quasi tutte le opere di Darwin. Provai però molto presto anche una grande attrazione per la matematica e, successivamente, per l’algebra ed il calcolo infinitesimale.
Frequentai il Lomhard College di Galesburg nell’Illinois, uno dei numerosi piccoli colleges di cui era costellata l’America centro occidentale. Nel mio ultimo anno di studio frequentai il corso di biologia della Signora Francis B. Key, un’insegnante molto appassionata e capace la quale, come Wilhelmina Marie Entemann, era stata una delle prime donne a conseguire il dottorato in filosofia all’Università di Chicago. Lo studio dell’ereditarietà mendeliana mi affascinava, probabilmente a causa della combinazione fra biologia ed algebra. Ho un enorme debito di riconoscenza nei confronti della Signora Key per i suoi sforzi nel convincermi a intraprendere la carriera di biologo. Incominciai il corso di laurea con una borsa di studio dell’Università dell’Illinois. Fui tuttavia deluso nel constatare che nessuno, alla facoltà di zoologia, patrocinasse tesi di laurea in genetica. Ottenni la laurea con una tesi sulla anatomia di certi trematodi scoperti dal professor Henry B. Ward, preside della facoltà. Questo argomento fu il tema della mia prima pubblicazione (1912).
Alla fine di quell’anno assistetti a una conferenza del professor W.E. Castle di Harvard, una delle due università americane che accettavano di patrocinare tesi di laurea in genetica. Dopo aver parlato con lui, ebbi la straordinaria fortuna di diventare suo assistente all’università. Egli era stato il primo zoologo americano a verificare l’ereditarietà mendeliana. Aveva riunito grandi colonie di topi, ratti, conigli e cavie portatori di varianti essenzialmente di colore, provenienti da allevatori e anche alcune nuove varietà di colore di cavie che egli aveva raccolto in Perù. Egli mi passò quasi tutte le sue cavie affinché le studiassi. Scoprii così vari nuovi geni ed ottenni il Doctorate Degree in genetica nel 1915. Sono immensamente grato al professor Castle per la sua inesauribile gentilezza ed il suo interessamento successivamente manifestatomi.
Mi capitò anche la grande fortuna di ottenere un incarico di ricerca. Il Signor G.M. Rommel, primo capo del settore allevamento dell’Ufficio zootecnico del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti, aveva deciso, nel 1906, di avviare un ampio esperimento volto a chiarire la funzione degli incroci consanguinei nel miglioramento del patrimonio zootecnico. Egli aveva eseguito su delle cavie molti accoppiamenti fratello-sorella per iniziare dei ceppi da mantenere interamente mediante tali accoppiamenti e aveva inoltre creato un ampio gruppo di controllo nel quale era escluso perfino l’accoppiamento fra cugini di secondo grado. Erano stati redatti accurati rapporti, ma non erano state fatte analisi. Egli scrisse al professor Castle, nel 1915, chiedendo di segnalargli un genetista per questo lavoro. La scelta cadde su di me.
Continuai l’esperimento degli incroci consanguinei, ma ridussi subito il numero dei ceppi da 23 ai 3 più vigorosi, per far posto ad esperimenti di incroci di vario genere. La conclusione principale dai confronti degli incroci consanguinei per i controlli concomitanti (oltre 29.000 nel primo caso ed oltre 5.000 nel secondo), fu che c’era stata una profonda differenziazione dei ceppi consanguinei. Ogni ceppo era stato classificato secondo un’unica combinazione di classi: buono, cattivo, indifferente, e i ceppi erano stati sfoltiti in modo tale da avere in ognuno il maggior numero possibile di generazioni di antenati comuni. Una conclusione secondaria fu che c’era stato un marcato deterioramento di tutti i tratti vitali, presumibilmente a causa di una prevalente regressività di sfavorevoli elementi mendeliani antagonisti.
In secondo luogo, incroci in cui sia i genitori sia la discendenza erano meticci, risultavano ancora più vigorosi del gruppo di controllo. Furono studiate genealogie di allevamenti, specialmente di razze bovine in cui i pedigrees ufficiali risalivano fino al periodo di origine, verso la fine del diciottesimo secolo. Fu adottato un coefficiente di incrocio consanguineo predisposto per misurare l’avvicinamento alla fissazione.
È ovvio che la selezione e l’incrocio consanguineo possono essere usati a vari livelli da allevatori che intendano produrre bestiame di qualità superiore. La selezione dei capi migliori è seguita da un rigoroso incrocio consanguineo, allo scopo di concentrare tale ereditarietà in piccoli gruppi. L’incrocio di questi gruppi è seguito da un incrocio consanguineo per rendere la totalità del bestiame più omogenea.
Il traguardo finale è generalmente raggiunto dagli allevatori selezionando il bestiame da cui ottenere maschi per produrre le proprie mandrie.
Nel 1926 entrai nella facoltà di zoologia dell’Università di Chicago, dove dedicai molto più tempo di prima alla genetica delle varie caratteristiche delle cavie. Studiai in particolare gli effetti dei geni in combinazione e fui continuamente sorpreso dai risultati inattesi.
Ho scritto molti rapporti sulla “shifting balance”, teoria di selezione naturale. Ma non c’è tempo qui per un dibattito su questo tema complesso.
Lasciai l’Università di Chicago nel 1954 ed accettai un incarico alla facoltà di genetica dell’Università del Wisconsin Madison, ove mi dedicai al lavoro teorico e alla stesura di uno studio generale sull’”Evoluzione e la Genetica delle Popolazioni”, in quattro volumi. Lasciai l’incarico nuovamente nel 1960 ma ho continuato la mia attività fino a poco tempo fa come professore onorario.

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