Intervista: un "nuovo Oppenheim" per Rosalyn Higgins
Balzan.org ha incontrato Rosalyn Higgins per una conversazione, incentrata sul suo progetto di ricerca condotto grazie alla metà del Premio dedicata allo scopo. Rosalyn Higgins, insignita del titolo di Dame (Dame Commander of the British Empire) nel 1995, ha ricevuto il Premio Balzan nel 2007 per il diritto internazionale dal 1945 con questa motivazione: Per i suoi fondamentali contributi allo sviluppo del diritto internazionale a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, sia come scienziata che come giudice e presidente di tribunale; per i suoi libri, raccolte di documenti, articoli e decisioni giuridiche chiari e precisi, ragionevoli e costruttivi, e allo stesso tempo innovativi e impegnati nella difesa dello stato di diritto e dei diritti umani; per il suo ruolo guida nel rafforzamento e nell’affermazione del diritto internazionale moderno.

Il progetto di ricerca Balzan di Dame Rosalyn è volto a creare un nuovo volume dell'"Oppenheim". Lassa Francis Lawrence Oppenheim (1858 - 1919) fu un noto giurista tedesco, da molti considerato il padre del diritto internazionale: il suo celebre trattato International Law: A Treatise la cui prima pubblicazione è del 1905-1906 è conosciuto, appunto, come "l'Oppenheim".
Anche se Dame Rosalyn aveva cominciato al lavorare sul progetto Oppenheim negli anni precedenti al suo incarico alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, è stato in realtà il premio Balzan a consentirle di mantenere una promessa e di realizzare un sogno. «Al momento l'Oppenheim - rileva la Higgins - è ancora un favoloso lavoro in due volumi sul diritto internazionale in tempo di pace, con alcune edizioni successive, di 25 - 30 anni posteriori alla sua pubblicazione».

Divenuta giudice alla Corte internazionale di Giustizia, due editori che avevano pubblicato il trattato nel 1958 le chiesero di redigerne uno nuovo incentrato sulle organizzazioni internazionali.
«L'Oppenheim, indirizzato ai professionisti e agli accademici e riccamente corredato di note, è un'opera di assoluto rilievo. La proposta di lavorare a questo progetto mi elettrizzò, ma allorché fui chiamata alla Corte non ebbi più il tempo per dedicarmici. Alla fine divenni anche Presidente e di tempo ne ebbi meno ancora - ricorda Dame Rosalyn -; ma mi sentivo come se avessi un peso al collo, rappresentato da quella promessa fatta negli anni '90 e che non avrei potuto mantenere per un decennio». Nel 2006, infatti, decise di lavorare solo sulla parte delle Nazioni Unite e riuscì a abbozzare alcun paragrafi, ma niente di ciò che concretamente intendeva.
In coincidenza con la scomparsa di uno dei due autori dell'edizione 1958 dell'Oppenheim, nel 2007, è arrivato a sorpresa il Premio Balzan; quindi - ricorda con piacere - «Tutto è diventato possibile grazie al premio, che mi consentì di mantenere la mia promessa, anche se il tema fu leggermente modificato per coinvolgere i giovani ricercatori nel progetto, che è proprio ciò a cui mira il Premio Balzan».

Dame Rosalyn ha lasciato la Corte nel 2009. Il progetto è ancora in corso: «Sapevamo tutti che sarebbe stato un progetto a lunga scademza. Lavorare negli studi teorici è molto diverso che nell'ambito legale, dove si tende a non lasciare la propria professione a tempo pieno per dedicarsi a un progetto. Così ogni persona coinvolta ha una propria carriera nella giustizia ma scrive una diversa sezione del libro. Considero la versione a cui stiamo lavorando una nuova prima edizione dell'Oppenheim, intesa come famiglia di trattati, concernente la Nazioni Unite. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, le organizzazioni internazionali erano piuttosto latenti, ma col tempo ci sono stati molti cambiamenti e l'ONU, oggi, è un centro primario per la diplomazia internazionale. In più, l'ampiezza dei temi che tocchiamo è enorme: organico, immunità, diritti umani, peace keeping... se si pensa a una parola c'è il lemma, che necessita di continuo aggiornamento».

Dame Rosalyn si è anche soffermata sui giovani ricercatori coinvolti e sulla possibilità che essi hanno avuto di utilizzare per i loro lavori le conoscenze apprese nel corso del progetto «La mia giovane project manager Philippa Webb, che è stata mia judicial assistant alla presidenza della Corte dell'Aja è stata meraavigliosa. Siamo stati fortunati che già all'inizio del progetto abbia potuto dedicarvisi a tempo pieno». Menziona, tra gli altri membri del gruppo, un giovane di origine nigeriana professore a Oxford, un canadese professore a Glasgow e un altro di Cardiff, di famiglia srilankese: «Siamo in effetti un team multiculturale e insieme abbiamo realizzato tutto ciò che speravo».
Conta di fare una redazione finale a metà di luglio e di completare la revisione di tutti i capitoli nei mesi seguenti: il lavoro sarà pubblicato dalla Oxford University Press e sarà di circa 950 pagine in uno o due volumi.

Balzan.org ha chiesto anche un commento sulla materia premiata del 2016, relazioni internazionali: storia e teoria, il cui vincitore verrà annunciato a settembre: «Sarà interessante vedere dove andrà il premio. I campi delle relazioni e del diritto internazionali sono molto vicini. All'Università di Londra vi sono insegnamenti congiunti. negli anni '70 quando ero professoressa alla London School of Economics, il nostro dipartimento di relazioni internazionali era noto per avere un indirizzo pratico. In altre università erano, e sono ancora, molto teorici».

Dame Rosalyn, per concludere, ricorda l'eccitazione e la sorpresa di quando seppe di avere vinto il Premio Balzan sia perché gli studi di diritto non sono noti per i premi in denaro, sia per essere stata candidata dalla British Academy: «Fu una meravigliosa sorpresa, per tutti e due gli aspetti».


Susannah Gold
New York
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