Hassan Fathy
Egitto
Premio Balzan 1980 per l'architettura e l'urbanistica
Per aver dedicato la maggior parte della sua opera a creare un habitat moderno per il suo popolo, unendo le attuali esigenze urbanistiche alle tradizioni dell’antico Egitto, nel rispetto dell’ambiente naturale e della cultura arabo-islamica.
Nato al Cairo nel 1900 (*1900 - †1989), è universalmente considerato il più grande architetto e urbanista del Terzo Mondo.
Per diversi decenni ha progettato costruzioni che possono essere attuate dai contadini, con la minima spesa, utilizzando il materiale del luogo senza particolare assistenza tecnica e con il ricorso alla mano d’opera non specializzata.
Il suo scopo è stato sempre quello di realizzare un’architettura a misura d’uomo. Particolare interesse desta la costruzione della città di Gourna, che servì da modello per altri insediamenti urbani.
L’opera di Hassan Fathy può essere considerata veramente all’avanguardia, essendo un precursore di quello che oggi comunemente si chiama la “tecnologia appropriata”. Hassan Fathy ha acquistato grande notorietà oltre che in Egitto, dove ha fondato un Istituto e ha molti discepoli, anche all’estero.
Ha avuto un premio dalla Fondazione dell’Aga Khan per aver saputo applicare nell’habitat una tecnologia appropriata alle condizioni di vita, al clima e alle risorse dell’Egitto.
Riassumendo il proprio pensiero Hassan Fathy ha detto: «io non mi sento di rompere con le tradizioni, non voglio però tornare indietro. Noi dobbiamo partire dall’antica architettura per andare avanti. L’antica architettura ha un valore, allora perché cambiarla? Solo se si ha una migliore idea di quella antica si può ripartire su una nuova base. Ma cambiare solo per cambiare sarebbe sacrilego».

(1980)
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