Piero Boitani
Italia
Premio Balzan 2016 per la letteratura comparata
Progetto di ricerca Balzan
Le scritture antiche e il loro «Nachleben»

Il progetto si articola in due parti, 1. Principio e Creazione: Ri-Scritture; 2. Classici antichi e «Nachleben»1.

1. La Bibbia e il suo «Nachleben»: Principio e Creazione

Questa parte del progetto è incardinata sull’Università della Svizzera Italiana di Lugano, che fungerà da amministratrice del fondo proveniente dal Premio Balzan 2016 per la Letteratura Comparata a Piero Boitani, il quale insegna Letterature Comparate anche all’USI. Sostituto responsabile sarà il Prof. Corrado Bologna, della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’USI. Il fondo 2 servirà per l’assunzione all’USI di un assistente dottorando per tre anni a partire dal 2017. Eventuali costi supplementari saranno sostenuti dall’USI. Ci si augura che il lavoro conduca a un dottorato in piena regola. Al termine dello studio, un volume sull’argomento sarà pubblicato dal Mulino di Bologna (senza finanziamento, ma verrà specificata la parte avuta dalla Fondazione Balzan nel finanziare il progetto).
Il coordinatore del progetto sarà Piero Boitani, che dieci anni fa suggerì proprio la Creazione come primo tema per i corsi di Master dell’allora appena fondato Istituto di Studi Italiani dell’USI. Ho già lavorato su questo argomento in passato, pubblicando tre saggi: The poetry and poetics of the creation, in The Cambridge Companion to Dante, 2nd edition, ed. R. Jacoff, Cambridge, Cambridge University Press, 2007, pp. 218-235; De Monreale à Michel-Ange: Le Moteur dévient mobile, in Création et ordre du monde, éd. C. Ossola, Torino, Aragno, 2008, pp. 55-75; Stupire: essere e creare, cap. 2 in P. Boitani, Prima lezione sulla letteratura, Roma-Bari, Laterza, 2007, pp. 52-105.

Sintesi del progetto
Il progetto si articola in 36 mesi. Nel primo anno saranno individuati i nessi tematici e i modelli originari, di cui si studierà poi l’evoluzione in epoca moderna e contemporanea. Verranno esaminati i testi biblici e classici: Genesi, la Teogonia di Esiodo, i miti di Platone, il De rerum natura di Lucrezio e le Metamorfosi di Ovidio. Nei due anni successivi sarà affrontato il ritorno dei temi individuati nella letteratura e nelle arti figurative dal Medioevo alla Modernità: i commenti dei Padri della Chiesa, i poemi anglosassoni di Caedmon e Cynewulf, la Commedia dantesca, i poemi del Rinascimento e del barocco sulla Creazione, per arrivare alla fine del Novecento.

Articolazione

La ricerca intende fornire un panorama organico dei miti di creazione in letteratura e nelle arti figurative partendo dai modelli religiosi e pagani dell’antichità, che sono poi passati e sono stati trasformati nella cultura medievale e moderna. Lo scopo è offrire una recensione esaustiva di tutti i modelli di Principi/Creazione individuando i topoi ricorrenti riconducibili al tema della creazione ex nihilo, che si afferma nell’Ebraismo e nel Cristianesimo, e di quella che presuppone una materia informe e increata alla quale viene imposta una forma, tipica della tradizione orientale e greco-latina.
Nella tradizione occidentale, i modelli di Principio/Creazione sembrano essere tre: (1) quello scientifico, che oggi immagina un Big Bang aprire l’Inizio dell’universo; (2) quello mitico-filosofico elaborato da Platone, che prevede un cosmo foggiato da un demiurgo secondo il modello che ha in sé; (3) quello filosofico-poetico, che parte da Genesi e da Esiodo per giungere, anche attraverso la tradizione esameronale, a Dante, Milton e Haydn.
Scopo della presente ricerca sarà verificare la sopravvivenza dei modelli antichi nella tradizione occidentale, a partire dall’antichità ebraica e pagana fino all’epoca contemporanea. Si inizierà dalla Bibbia, da Gilgamesh, da Esiodo, dai dialoghi di Platone (in particolare il finale della Repubblica e il Timeo, quest’ultimo di fondamentale importanza per l’epoca medievale, alla quale giunge tramite il commento di Calcidio), per passare poi al De rerum natura di Lucrezio e alle Metamorfosi di Ovidio. Sarà indispensabile studiare i commenti dei Padri della Chiesa ai testi ebraico-cristiani: ad esempio le Omelie sull’Hexaemeron di Basilio di Cesarea e l’Hexaemeron di Ambrogio. Sarà quindi verificata la tenuta dei topoi rinvenuti nelle arti figurative e nella letteratura dell’antichità in epoca medievale: da affreschi e sculture alla Cosmographia di Bernardo Silvestre e al Commento di Thierry de Chartres, a una lunga serie di composizioni poetiche ispirate alla Bibbia, in latino e in volgare (quali le opere di Caedmon, Cynewulf, Otfrid, l’Heliand e la Passione di Clermont), sino ad arrivare alla Commedia dantesca, dove quello della creazione è un argomento centrale.
In epoca rinascimentale e barocca nasce in Europa, dopo l’affresco michelangiolesco della Volta Sistina, una vera e propria moda, della quale sono esponenti sei grandi opere che narrano la Creazione e il Giudizio Finale: Microcosme di Maurice Scève, La Sepmaine, ou la Creation du Monde di Guillaume Salluste Du Bartas, il Mondo creato di Torquato Tasso, De la Creación del Mundo di Alonso de Acevedo, Les Tragiques di Agrippa d’Aubigné e il Paradise Lost di John Milton, che conclude la sequenza.
Infine, dovremo verificare la rielaborazione dei modelli e dei topoi in epoca moderna, sino alla fine del Novecento, nella tradizione europea e in quelle degli altri continenti (miti Navajo, Maori, Yoruba, ecc.). È significativo, per esempio, che mentre Haydn, alla fine del Settecento, riprende Milton e tutta la tradizione ebraico-cristiana in Die Schöpfung, il musicista francese novecentesco Darius Milhaud impieghi per la sua Création i miti africani. Mentre William Blake propone in pittura e in poesia un modello eterodosso di Creazione, il modernista Chagall ritorna all’immaginario tradizionale, e i post-modernisti Queneau e Calvino utilizzano le teorie scientifiche dell’Inizio della seconda metà del XX secolo.
La ricerca sarà concentrata sull’individuazione e lo studio dei nessi tematici nei testi dell’antichità, sull’analisi di questi nessi nella tradizione successiva. Verranno approfonditi: 1. il tema del rapporto tra il creatore e il mondo creato; 2. la creazione dell’uomo; 3. il topos del Principio nelle tre accezioni di inizio, causa prima ed elemento costitutivo fondamentale; 4. il formarsi di concezioni riguardanti la creazione artistica umana.

Divulgazione

Ogni anno si terrà presso l’USI di Lugano un Seminario di una giornata con gli studenti della Laurea Magistrale per presentare i risultati della ricerca, ascoltare le reazioni e rispondere alle domande.
Quando il volume sarà completato, se ne organizzerà la presentazione all’USI e a Bologna (sede de Il Mulino), possibilmente presso l’Archiginnasio, con una lecture dedicata al tema che porterà il nome della Fondazione Balzan; e a Roma, presso l’Accademia dei Lincei, e la Pontificia Università Gregoriana, di nuovo con una lecture ciascuna sul tema, che porteranno il nome della Fondazione Balzan.


2. I Classici e il loro «Nachleben»


Questa seconda parte del progetto, della durata di cinque anni, è incardinata sulla Fondazione Lorenzo Valla, che fungerà da amministratrice del fondo proveniente dal Premio Balzan 2016 per la Letteratura Comparata a Piero Boitani, il quale è Vice-Presidente esecutivo e Direttore della Collana di Classici Greci e Latini della Fondazione Valla (ente di ricerca secondo il proprio statuto). Sostituto responsabile sarà la Prof. Emilia Di Rocco (Letterature Comparate, Sapienza), Socia della Fondazione. Condurrà alla pubblicazione di una serie di volumi a cura della stessa Fondazione Valla e di Mondadori, nella serie dei Classici Greci e Latini, e si articola perciò in alcuni sotto-progetti elencati di seguito. Ognuno di tali progetti sarà diretto personalmente da me e affidato a studiosi di tutto il mondo per la ricerca e l’esecuzione, che consisterà per ciascun volume in 1. Stesura del testo critico e dell’apparato; 2. Traduzione in italiano; 3. Introduzione e commento critico esteso all’opera, nella tradizione dei Classici Valla; 4. saggio-studio sul «Nachleben» (talvolta incorporato nell’Introduzione) dell’opera.
Nella preparazione dei volumi saranno necessariamente coinvolti la redazione romana della Fondazione Valla, e il vice-direttore della Collana dei Classici Greci e Latini. Uno studio commercialista seguirà tecnicamente e contabilmente l’amministrazione del Fondo Balzan presso la Valla.


Divulgazione

a. Ogni anno nel mese di novembre si terrà a Roma, forse nel Museo Nazionale Romano, o presso l’Accademia dei Lincei, la presentazione dei volumi usciti, con inviti ai Licei romani. Per volumi quali I martiri di Roma, Le Arche, e Poesia e filosofia di Chartres sarà anche possibile una presentazione presso la Pontificia Università Gregoriana.
b. Il progetto prevede anche l’istituzione di una Balzan-Valla-Lincei Lecture annuale sui classici, la letteratura europea e del mondo, da tenersi a Roma presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, ed eventualmente altrove (penso, in Italia, all’Accademia delle Scienze di Torino, alla Fondazione Sapegno in Val d’Aosta, all’Istituto Lombardo a Milano, al Gabinetto Vieusseux di Firenze, al Mulino o all’Archiginnasio di Bologna, ma anche all’estero, presso le Università o le Accademie che conosco meglio: per es. la British Academy a Londra, la Medieval Academy of America a Cambridge MA, la Real Academia de España a Madrid, il Collège de France a Parigi, le Università di Cambridge, Oxford, Harvard, e l’USI a Lugano).

Breve descrizione dei sotto-progetti

Il progetto si articola nei seguenti sotto-progetti: 1. Omero, Iliade; 2. Troia dopo Troia; 3. Storie di Ulisse; 4. Protagora e Gorgia; 5. Pseudo-Longino, Il Sublime; 6. Eliodoro, Le Etiopiche; 7. Petronio, Satyricon ; 8. Apuleio, Metamorfosi; 9. Seneca, Lettere a Lucilio; 10. I martiri di Roma; 11. Arche: Noè, Alleanza, Memoria; 12. Poesia e filosofia di Chartres. Alcuni di questi progetti, segnatamente 3, 6, 10 e 12, sono completamente nuovi al momento (fine settembre 2016). Altri, come 2, sono in fase di elaborazione. Altri ancora, quali 1, 5, e 11, sono stati pianificati un paio d’anni fa. Due (7 e 9) sono stati varati tra l’inizio e la metà del 2016. Naturalmente, questi non sono che una piccola parte dei volumi che la Fondazione Valla ha in cantiere per un periodo di circa dieci anni: sono stati scelti per la loro importanza specifica e la rilevanza comparatistica che aprono in sé e sul fronte del «Nachleben». Di ciascun sotto-progetto sarà responsabile Piero Boitani, ma ciascuno sarà coordinato da un classicista o medievalista di vaglia.
Ritengo inutile dilungarmi qui in una descrizione particolareggiata dei sotto-progetti: le opere in questione sono note a tutti. Sottolineo però il fatto che esse vengono commentate, e che di esse viene comunque studiata la sopravvivenza e il ritorno, in forma di archetipi, nella letteratura successiva.

I. Omero, Iliade. Il progetto prevede 6 volumi, tutti coordinati dal Prof. Giulio Guidorizzi (Torino), che eseguirà anche tutta la traduzione e l’introduzione generale, e affidati ai Proff. A.M. Bowie (Oxford); E. Cook (Trinity, Texas); L. Edmunds (Rutgers); D. Elmer (Harvard); J. Pòrtulas (Barcellona); C. Tsagalis (Thessaloniki), cioè a una squadra di studiosi in parte affermati in parte giovani, ognuno dei quali curerà quattro libri dell’opera. Sarà la prima edizione commentata dell’Iliade in italiano, la seconda al mondo dopo quella di Cambridge, e molto innovativa rispetto alla cantabrigense per l’apporto antropologico e squisitamente letterario del commento. È prevedibile la pubblicazione in inglese del commento stesso presso la Oxford University Press. Piero Boitani si occuperà del «Nachleben» nel Medioevo e nell’Età Moderna in raccordo col sotto-progetto n. II. È l’opera con la quale inizia la letteratura dell’Occidente, e dalla quale discendono testi innumerevoli, da Stesicoro a Virgilio, dalla Ilias latina a Benoît de Sainte Maure, da Boccaccio a Chaucer, sino a Tolstoj e Christopher Morley.

II. Troia dopo Troia. 2 volumi coordinati da A. D’Agostino (Milano), sulla falsariga di Alessandro nel Medioevo occidentale, pubblicato dalla Valla nel 1997: raccoglie testi classici greci e latini successivi all’Iliade, e romanzi, inglesi, tedeschi, scandinavi e slavi del Medioevo sino al Cinquecento: collaboreranno ai volumi M. Capaldo (Lincei), A. Cipolla (Verona), A. D’Agostino, S. Romani, S. Lunardi (Milano) F. Conca.

III. Storie di Ulisse. Curato da Piero Boitani, con la collaborazione di un assistente dottorando dell’USI di Lugano. Tre volumi che raccoglieranno i brani riguardanti la figura e le vicende di Ulisse dopo l’Odissea, nella letteratura classica, medievale e moderna, sino ai giorni nostri, con i testi originali e le traduzioni in italiano, introduzione generale, introduzioni ai brani, commento. Non esiste opera simile al mondo, e non c’è bisogno di sottolinearne l’aspetto comparatistico, sui lati storico, poetico, narrativo, filosofico. La Valla ha in catalogo un’Odissea nota in tutto il mondo (anche grazie all’edizione inglese del commento, Oxford University Press): questi tre volumi sono il complemento ideale di quei sei.

IV. Protagora e Gorgia, Opere. Curato (testo, traduzione, introduzione, commento) dal giovane ricercatore Michele Corradi (Aix-Marseille) in un volume innovativo rispetto a quello di M. Untersteiner. I due Sofisti denigrati per millenni sono riscoperti dalla filosofia di oggi come pensatori originali.

V. Pseudo-Longino, Il Sublime, curato da S. Halliwell (St. Andrews), l’esperto mondiale di poetica greca, per testo, introduzione e commento, con saggio esteso di M. Fusillo (L’Aquila) sul «Nachleben» di quest’opera capitale per l’estetica dei due millenni successivi.

VI. Eliodoro, Etiopiche, interamente curato da Silvia Montiglio (John Hopkins, Baltimore). Una edizione, con introduzione, studio del «Nachleben», traduzione e commento approfondito, del più importante romanzo greco, che ha esercitato un’influenza molto forte sul «romance» di epoca moderna, a partire da Cervantes e, indirettamente, Shakespeare, ma con ricadute importanti ancora nel Settecento e nell’Ottocento.

VII. Petronio, Satyricon, 2 volumi, coordinati da P. Fedeli (Bari), testo critico di G. Vannini (Perugia, 9.3.1976), traduzione A. Fo (Siena), commento P. Habermehl (Humboldt), R. Dimundo (Bari), P. Fedeli (Bari, e Lincei), B. Santorelli (Bari), A. Stramaglia (Cassino), A, Cafagna, (Bari). Opera cruciale per il Rinascimento e la Modernità, sul piano della narrativa e dell’immaginario (v. Fellini) per la prima volta dotata di commento approfondito.

VIII. Apuleio, Metamorfosi (L’Asino d’oro): 4 volumi, coordinati da A. Barchiesi (Siena e New York University) e dal ricercatore L. Graverini (Siena), testo L. Nicolini (Genova), traduzione L. Graverini, commento di W. Keulen (Rostock), L. Nicolini, S. Mattiacci (Siena), I. Marchiesi (Hofstra, New York). Opera dall’enorme risonanza nella narrativa, nella filosofia e persino nella mistica, per la prima volta commentata approfonditamente. Prevedibile edizione inglese del commento presso la Cambridge University Press, che sta pubblicando il commento alle Metamorfosi di Ovidio curato da Barchiesi per la Valla.

IX. Seneca, Lettere a Lucilio, 3 volumi a cura di F.R. Berno (Sapienza), R. Pierini (Firenze), C. Torre (Milano), introduzione di Remo Bodei. Testo cruciale dello Stoicismo antico, con influenza diffusa e profonda nella cultura dei due millenni successivi, per la prima volta commentato estesamente.

X. I martiri di Roma, 2 volumi curati da M. Lapidge (Cambridge), con traduzioni di P. Chiesa (Milano). Raccoglie le storie più importanti dei martiri romani dei primi secoli (quelli menzionati nel Canone Romano della Messa), uomini e donne sul sangue dei quali la Chiesa di Roma sostiene fondarsi. Radunate ed edite per la prima volta nei tempi moderni e introdotte e commentate da uno dei maggiori specialisti della materia (che ha curato Beda per la Valla).


XI. Arche: Noè, Alleanza, Memoria. 3 volumi curati da C. Bologna (Scuola Normale Superiore e USI) e M. Mocan (Roma 3 e USI). Vengono identificati qui cinque archetipi di «arche» diffuse nella cultura medievale, rinascimentale e barocca: Arca di Noè, Arca dell’Alleanza, la Chiesa, il corpo di Cristo, «arche della memoria». I testi editi, tradotti, introdotti e commentati comprendono (I) Ambrogio, De Noe et arca; Ugo di San Vittore, De arca Noe; (II) Ugo di San Vittore, Libellus de formatione archae; Riccardo di San Vittore, De arca mystica I-III; (III) Riccardo di San Vittore, De arca mystica IV-V; Giulio Camillo, L’Arca del Patto; Athanasius Kircher, Arca Noe in tres libros digesta. Una ricerca di assoluta originalità su un tema poco frequentato oggi, ma forte nel passato.

XII. Poesia e filosofia di Chartres (forse intitolato Il cosmo di Chartres), 2 volumi curati da F. Santi (Cassino e Firenze), J.Y. Tillette (Ginevra), L. Pagani, M. Giani, V. Mattaloni: 3 raduna testi di (I) Bernardo Silvestre (Cosmographia), Thierry di Chartres (Tractatus de sex dierum operibus), Alano di Lilla (Sermo de sphaera intelligibili), Guglielmo di Conches («Anima mundi»), e la Metamorphosis Golye episcopi; (II) Alano di Lilla (Anticlaudianus e De planctu naturae). La scuola neoplatonica di Chartres è fondamentale nel XII secolo europeo, combinando insieme poesia e filosofia in maniera irripetibile e viva sino al Seicento. Alcuni dei testi di questi volumi trattano il tema del Principio e della Creazione che viene affrontato nella ricerca sulla Bibbia e il suo «Nachleben».


1  Tradurrei «Nachleben» con «Sopravvivenza e riscrittura», «Survival and Rewriting».

Luglio 2017
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