Finlande

Ilkka Hanski

Balzan Preis 2000 für Umweltwissenschaften

Für seine grundlegenden Beiträge zur Bevölkerungs- und Gemeinschaftsökologie. Seine Arbeiten haben unser Wissen darüber tiefgehend beeinflusst, wie Bevölkerungen in der Natur überleben und wie eine Naturschutzpolitik für vom Aussterben bedrohte Arten in die Tat umgesetzt werden sollte.

Nato nel 1953 (*1953-†2016), professore di zoologia all’Università di Helsinki, Hanski ha contribuito in modo decisivo all’affermazione di uno dei concetti più produttivi nell’ecologia delle popolazioni degli ultimi dieci anni: quello di metapopolazione. Esso consente di capire i delicati meccanismi che regolano l’estinzione e la sopravvivenza di tante piccole comunità di una stessa specie, sparse in un ambiente frammentato: condizione ormai comune a molti animali. Per le difficoltà oggettive di una ricerca di questo genere, il suo studio sulle comunità di farfalle nelle isole Åland è unico e fondamentale.

Ilkka Hanski è uno dei più importanti ecologi della sua generazione. I suoi contributi estremamente originali alle scienze ecologiche, sia di tipo teorico che sperimentale, hanno avuto un impatto profondo e dalle molteplici applicazioni.
Più di ogni altro ecologo, Hanski è stato responsabile dello sviluppo del concetto di „metapopolazione“, una delle idee più stimolanti degli anni novanta nell’ecologia delle popolazioni.
Molte specie in natura esistono come „metapopolazione“. Una metapopolazione è un insieme di popolazioni semi-isolate soggette a migrazioni occasionali fra loro. Basandosi su un’idea proposta per la prima volta da Richard Levins, Hanski è riuscito a dimostrare come la sopravvivenza delle popolazioni dipenda spesso in modo decisivo dal modo in cui esse si dividono in sottogruppi. Anche se ogni singolo sottogruppo fosse soggetto all’estinzione, la popolazione nel suo insieme continuerebbe a sopravvivere grazie allo spostamento tra i sottogruppi.
Questa dinamica è di estrema importanza nella conservazione. Grazie ad essa molte specie in via di estinzione riescono a sopravvivere in piccolissime aree isolate di habitat adeguato.

Gli altri contributi di Hanski all’ecologia coprono molti altri aspetti. Ad esempio ha condotto uno studio molto importante sulla struttura di comunità ecologiche, come quelle dei topi campagnoli e dei lemming, contribuendo in modo decisivo alla comprensione dei loro ben noti cicli di popolazione. Grazie alle sue numerose pubblicazioni – che comprendono articoli, saggi e libri – e all’influenza che ha esercitato sui suoi studenti, Hanski ha raggiunto un’autorità mondiale.

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