Discorso di ringraziamento – Berna, 15.11.1991

Regno Unito

John Maynard Smith

Premio Balzan 1991 per la genetica e l'evoluzione

Per la sua profonda analisi della teoria dell’evoluzione e del ruolo della riproduzione sessuale quale fattore critico per l’evoluzione e per la sopravvivenza delle specie, e per i suoi modelli matematici che hanno applicato la teoria dei giochi ai problemi dell’evoluzione.

Signor Presidente della Confederazione Elvetica,
Membri della Fondazione Balzan,
Signore e Signori:

Conferendorni questo riconoscimento, la Fondazione Balzan mi ha concesso un grande onore. Ha pure reso omaggio alla materia, la biologia dell’evoluzione, che ho studiato negli ultimi 40 anni. Nessun’altra branca di studio ha così tanto catturato l’attenzione del grande pubblico. La teoria dell’evoluzione ci spiega le nostre origini. Dall’inizio della storia, uomini e donne hanno parlato dell’origine della terra, degli animali e delle piante che la popolano, e dell’essere umano. Cominciando con la pubblicazione sull’Origine delle Specie di Darwin nel 1859, questi racconti sono stati vieppiù sostituiti dalla biologia dell’evoluzione e dalla cosmologia.

Dobbiamo perciò affrontare una grandissima sfida intellettuale. Prima della nascita della scienza moderna, gli uomini si vedevano al centro dell’universo, fisicamente e moralmente. Oggi gli astronomi asseriscono che viviamo su un piccolo pianeta in un angolo di una vasta galassia di stelle, essa pure una galassia tra molte. I biologi ci vedono solo come una specie, anche se molto particolare, tra molti milioni, simile ad altre, e che evolve grazie ad un processo di selezione naturale difficilmente comprensibile e poco giustificabile per quanti, come me, credono nel comandamento di amare il prossimo.

Questa sfida va affrontata non solo dai filosofi, ma da tutti noi. Sono ben conscio della minaccia che la mia disciplina lancia ai credo e agli usi consolidati. Più enfaticamente, non penso che dovremmo basare la nostra moralità imitando precisamente la natura: se la natura fosse completamente rossa, ciò non significa che lo dovremmo essere pure noi. Ci sono, comunque, alcune lezioni che potremmo trarre dalla nostra conoscenza della biologia. Primo, e più ovvio, dovrebbe insegnarci ad essere modesti. Secondo, siamo parte della natura. Abbiamo il potere di distruggere la maggior parte della natura: speriamo di avere la saggezza di non farlo. Terzo, e per me più importante, per esercitare la biologia, o veramente qualunque branca della scienza, dobbiamo imparare a porre la verità prima dei nostri stessi desideri. È semplice, ma disastroso, credere che una cosa sia vera perchè vogliamo che lo sia.

Nella mia ricerca, ho cercato di completare l’immagine dell’evoluzione trasmessaci da Darwin. Ho cercato di spiegare fenomeni che, a prima vista, sono differenti da ciò che ci si attenderebbe dalla teoria della selezione naturale: in particolare il fenomeno dell’invecchiamento, del comportamento di gruppo e della riproduzione sessuale. Forse più che la maggior parte degli scienziati, devo il successo che ho ottenuto ai miei insegnanti, e in particolare a J.B.S. Haldane. E molto presente nella mia mente oggi.

In conclusione, lasciatemi rinnovare i miei ringraziamenti alla Fondazione Balzan per l’incoraggiamento che ha dato a me, alla mia materia della biologia dell’evoluzione, e al mondo del sapere in generale.

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