Discorso di ringraziamento – Roma, 27.01.1983

USA

Kenneth Vivian Thimann

Premio Balzan 1982 per la botanica pura e applicata

Per la sua interpretazione della funzione degli ormoni nel controllo dell’accrescimento e sviluppo delle piante. In particolare, per aver isolato l’ormone della crescita (auxina) e aver dimostrato la sua costituzione chimica. Questa scoperta ha avuto anche importanti applicazioni pratiche in agricoltura.

Mi sento enormemente onorato da questo premio, e desidero ringraziare coloro che mi hanno designato e il Comitato Internazionale che ha deciso in mio favore fra molti candidati certo ugualmente meritevoli. Che il mio lavoro sia riconosciuto in questo modo è per me fonte di grande soddisfazione: ma devo dirVi che, quali che siano i contributi che io abbia dato, io debbo molto ai miei studenti. Nessuno è certo stato più fortunato di me con i propri studenti, e anch’essi hanno ormai fornito importanti contributi personali: non solo gran parte di loro sono titolari di cattedra nelle più grandi università americane e in almeno sei università straniere, ma tre di loro sono stati nominati membri della Accademia Nazionale delle Scienze americana. Io devo inoltre dichiarare il mio grande debito verso i numerosi ricercatori che hanno collaborato con me dopo la loro laurea, provenendo dall’Italia e da molte altre nazioni europee, nonché da sette o otto altri paesi. Tutti costoro hanno lavorato molto e in modo produttivo. Uno dei grandi compensi della collaborazione nel campo scientifico è che i propri studenti e i borsisti rimangono amici personali per tutta la vita.
Infine, voglio ricordare mia moglie, che mi ha dato incoraggiamento, sostegno e critica costruttiva per oltre cinquanta anni, con una pazienza e una devozione veramente degni di nota.
C’è anche una ragione meno personale per la mia soddisfazione, e cioè che il premio è concesso nel campo della botanica. Mi è sempre parso un peccato che Alfred Nobel non abbia avuto maggiore interesse per le piante: i cinque campi di studio che egli scelse per i suoi premi non includono, e non sfiorano nemmeno, il settore della scienza delle piante. Ciò che è vero per i più importanti premi lo è stato, tradizionalmente, anche per il sostegno alla ricerca: si spende moltissimo per la ricerca nel campo della medicina e della salute, ma si dispone di mezzi di gran lunga inferiori per la ricerca nel campo delle scienze botaniche. In realtà, il mio lavoro è stato reso possibile solo dal continuo sostegno della Fondazione Nazionale delle Scienze americana. Tuttavia, se il sostegno alla medicina è giustificato dal bisogno generale di salute e dalla necessità di cure efficaci in caso di malattie e incidenti, è certo che la ricerca sulle piante è ugualmente giustificata dalle necessità alimentari. Sono le scienze che stanno alla base dell’agricoltura che contribuiscono all’alimentazione dell’umanità. Neanche la medicina più avanzata può curare la mancanza di cibo.
La popolazione del mondo continua a crescere inesorabilmente, e l’area sulla quale le piante e gli animali crescono rimane più o meno costante: di conseguenza, la minaccia della fame nel mondo si fa sempre più forte. Solo il continuo miglioramento delle rese dell’agricoltura può evitare gravi calamità, e ciò può essere ottenuto solo attraverso il continuo sviluppo delle scienze botaniche e dei settori connessi dell’economia agricola, del commercio e del trasporto. Occorre che le migliori menti del mondo siano attratte dalla scienza delle piante, e si può sperare che la disponibilità di grandi premi come quelli della Fondazione Balzan costituisca uno stimolo a tal fine. Bisogna in verità congratularsi con la Fondazione per la sua decisione saggia e lungimirante di assegnare un premio nel campo della botanica pura e applicata.
È infine particolare fonte di piacere il fatto che l’assegnazione del premio abbia luogo a Roma. Gli antichi Romani favorivano le scienze applicate, ed erano di conseguenza grandi agricoltori. Quelli che sono probabilmente i primi libri sull’agricoltura furono scritti da Catone il Censore nel 160 a.C. e da Marco Terenzio Varrone – il De re rustica, intorno al 30 a.C.. Varrone conosceva la cultura del cotone, che chiamava “lana d’albero”, e aveva concepito l’idea dei microorganismi che provocano malattie contagiose. Il lungo poema di Virgilio sull’agricoltura, le Georgiche, fu scritto all’incirca nello stesso tempo. Tutti questi libri furono scritti qui a Roma. Forse a causa di questo interesse l’agricoltura e le scienze botaniche hanno continuato a fiorire in Italia, e invero il primo giardino botanico di cui si ha notizia è stato piantato a Padova. Questa è una grande tradizione, e io sono felicissimo di entrare a farne parte attraverso questo premio.
Grazie.

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