Peter e Rosemary Grant

Regno Unito/USA

Premio Balzan 2005 per la biologia delle popolazioni

Cerimonia di Consegna dei Premi Balzan 2005
Berna, Palazzo federale, 11 novembre 2005


Consigliere Federale,

Presidenti della Fondazione Balzan,
Membri della Fondazione Balzan, Signore e Signori,


essere scelti per un premio dalla Fondazione Balzan, che è famosa a livello internazionale, è un grande onore e qualcosa di veramente molto speciale.

È un onore speciale in quanto, unica tra le Fondazioni che conosco, la Fondazione Balzan specifica che parte della somma è destinata a giovani ricercatori che operano nello stesso campo del premiato. Questo è particolarmente appropriato nel nostro caso. La nostra ricerca degli ultimi 33 anni si è incentrata su una serie ben precisa di quesiti, tutti legati allo stesso luogo, l’arcipelago delle Galápagos, che potrebbero essere paragonati a un edificio costruito su roccia vulcanica. Sette giovani studiosi ci hanno aiutati a gettarne le fondamenta: tre studenti che avevano appena conseguito il dottorato e quattro laureati. Ora, tre decenni dopo, la Fondazione Balzan ci ha offerto la possibilità di aiutare un’altra generazione di giovani studiosi a gettare le proprie fondamenta.

Il secondo motivo per cui siamo così lieti di ricevere questo premio è che si tratta dell’affermazione delle ricerche che abbiamo deciso di condurre nei campi della biologia delle popolazioni e dell’evoluzione. Piuttosto che percorrere un sentiero già tracciato, abbiamo armonizzato la disciplina ecologica della biologia sul campo con metodi di analisi genetica per rivelare la potenza e la frequenza della selezione naturale come causa dell’evoluzione; e abbiamo fatto tutto questo nello stesso ambiente che ispirò il giovane Charles Darwin. Darwin credeva che l’evoluzione si sarebbe manifestata solo in un ampio lasso di tempo. Ora è chiaro che l’evoluzione ha luogo nell’arco della vita umana, e a volte anche molto velocemente.

Il terzo e ultimo motivo, del tutto personale, per il quale sono così lieto di condividere questo premio con Rosemary, è che conferma la possibilità che marito e moglie riescano a lavorare insieme come se fossero un team, senza tener conto di avanzamenti e riconoscimenti personali. Ricevendo il premio congiuntamente, speriamo che questo serva da incoraggiamento ad altre coppie che si potrebbero chiedere se è possibile condurre una ricerca scientifica in tandem piuttosto che da soli.

Conscio della lista di eminenti studiosi che sono stati parimenti riconosciuti da questa onoreficenza, accetto la mia parte del Premio Balzan per la biologia delle popolazione per l’anno 2005 con grande piacere, gratitudine e umiltà.


Peter R. Grant

 
Consigliere Federale,
Presidenti della Fondazione Balzan,
Membri della Fondazione Balzan, Signore e Signori,


ricevere il premio Balzan 2005 per la biologia delle popolazioni è un grande onore e ne siamo profondamente grati. È anche un grande piacere personale ricevere questo premio in Svizzera, poiché i mesi stimolanti che abbiamo trascorso all’Università di Zurigo hanno significato tanto per noi e ci hanno lasciato molti ricordi entusiasmanti e intuizioni valide ancora oggi.

È un privilegio del tutto particolare ricevere questa onorificenza da una Fondazione il cui scopo è “incoraggiare nel mondo, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di religione, la cultura, le scienza e le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza fra i popoli”.

Questi obiettivi nobili e unici riecheggiano nella nostra mente poiché una delle lezioni più significative imparate durante la nostra collaborazione con gli studiosi di molti paesi è che la comunicazione interculturale, sia che si realizzi tra persone con tradizioni etniche diverse, che tra persone specializzate in discipline scientifiche differenti, porta con sé un notevole approfondimento di comprensione, rispetto e saggezza.

Si dice spesso che non possiamo scegliere i nostri genitori o la nostra etnicità, ma possiamo invece scegliere i nostri amici e un interesse comune che superi le barriere di razza, religione, età e status socioeconomico. I benefici di un interscambio di idee e informazioni tra le culture sono immensi, si scopre molto dei sistemi di disuguaglianza che affliggono la nostra società e riconosciamo così più chiaramente le forze e le imperfezioni delle nostre culture di provenienza. Proprio in questo risiede la nostra speranza di rendere il mondo di domani un luogo migliore e più umano.

Nella nostra ricerca, la collaborazione con i colleghi di svariate discipline ha creato sinergie che ci hanno portato a una comprensione più profonda sia dei problemi, che delle soluzioni. Utilizzando un approccio multisfaccettato e grazie alle informazioni dai campi della genetica, della biologia evolutiva, della paleontologia, del comportamento e dell’ecologia siamo arrivati collettivamente a scoperte sorprendenti, che hanno contribuito a una comprensione più meccanicistica di come l’evoluzione ha prodotto la diversità degli organismi che vediamo nei reperti fossili e nel mondo intorno a noi.

Sono grata alla Fondazione Balzan che riconosce e celebra il valore del sapere, e profondamente riconoscente per la fantastica opportunità che questo premio offre ai giovani ricercatori del futuro. Sono le Fondazioni, come la Fondazione Balzan che incoraggia con la sua saggezza lo scambio interculturale e intergenerazionale, che renderanno, sicuramente, il mondo di domani un luogo migliore e più umano.


Rosemary Grant