Discorso di ringraziamento – Berna, 13.11.1987

Regno Unito

Richard Southern

Premio Balzan 1987 per la storia medievale

Storico medievale di grande esperienza e vasta influenza, ha illuminato la storia religiosa e intellettuale del Medioevo in Europa, facendo rivivere il pensiero e le intenzioni di personalità influenti e il loro legame col contesto politico e sociale nel quale lavoravano.

Signor Presidente,
Membri della Fondazione Balzan,
Signore e Signori,

prima di tutto devo esprimere la mia gratitudine alla Fondazione Balzan per la sua generosità nei miei confronti e in quelli dell’oggetto dei miei studi – la storia medievale -, alla quale ho dedicato la mia vita . Per delle ragioni che cercherò di chiarire, posso approvare più sinceramente la scelta della materia che quella del premiato, e in questi minuti a mia disposizione tenterò di giustificare sia questa mia confessione sia i miei dubbi.
Per quanto riguarda la materia sono convinto che essa sia mirabilmente conforme ai nobili ideali di Angela Balzan e di suo padre. di conservare e diffondere le tradizioni liberali ed umane della nostra civiltà. Fu nel Media Evo che il nostro migliore patrimonio ideale – i nostri atteggiamenti verso la natura, verso il prossimo e verso Dio – venne dolorosamente forgiato dall’amalgama di due grandi correnti di pensiero e di esperienza: la tradizione religiosa e l’insegnamento del Vecchio e del Nuovo Testamento, c la filosofia, la letteratura e l’arte greca e romana. Il maggiore contributo dato dal Medio Evo europeo al mondo intero è l’aver unito queste due tradizioni apparentemente inconciliabili in un unico insieme.
Ci furono naturalmente, allora come sempre, seri offuscamenti e crudeltà e fanatismi deplorabili. Ma lo scopo essenziale di creare, partendo da questi diversi elementi, una nuova civiltà, fu raggiunto; e preservare questa eredità è uno dei principali doveri dell’Europa contemporanea . Sottolineerei in particolare i contributi ebraici e musulmani, apportati spesso in clima di spaventosa disumanità e persecuzione, ma che hanno fornito tuttavia elementi in dispensabili alla cultura e alla scienza europee.
Fu molto saggio quanta disse uno dei grandi maestri del Medio Evo, Bernardo di Chartres, e cioè che siamo pigmei sulle spalle di giganti. Ma, aggiunse , vediamo più lontano di loro perché siamo sulle loro spalle. Questo compito di vedere altre, con l’aiuto del passato, viene imposto a tutti noi. É però particolare dovere degli storici, professionalmente impegnati in questo lavoro, appurare che questo compito venga fedelmente adempiuto. É pure loro dovere dare la più vasta divulgazione possibile ai risultati dei loro studi. Indubbiamente alcune scienze sono per loro natura incomprensibili ai dilettanti: in tal caso non rimane altro che accogliere i risultati con silenziosa gratitudine . Ma la storia non fa parte di queste scienze: deve essere trasmessa affinché la nostra società passa trarre vantaggi dal suo passato. Assegnando uno dei suoi premi di quest’ anno alla storia medievale, ritengo che l’intenzione della Fondazione Balzan sia la speranza di contribuire in parte a questo obiettivo e sarà per me una grande soddisfazione fare tutto ciò che mi è possibile in tal senso .
Questo mi porta alla seconda e, come già vi ho detto, più critica considerazione. Leggendo gli Statuti della Fondazione Balzan mi soffermai su due norme che (temo) vengano, con la mia nomina, violate spiritualmente se non legalmente . É mio dovere farvelo notare . Gli Statuti stabiliscono che i premi sono indivisibili e che non possono essere assegnati dopa la morte. Io mi presento a Voi come colui che deve tutto a scienziati oramai deceduti. Devo rivolgere a me stresso le parole di Bernardo di Chartres: sono un pigmeo sulle spalle di giganti. Ci sono stati alcuni grandi storici che grazie alla forza del loro solo ingegno riuscirono ad aprirsi una strada nella giungla del passato: uomini come Ranke , Mommsen, Mabillon, Gibbon, non avevano bisogno di maestri . Non posso dire la stessa cosa di me stesso . Non sarei mai diventato uno storico senza l’ispirazione, l’amicizia e i consigli dei miei maestri, colleghi e studenti di Oxford: Galbraith e Powicke in testa ai miei maestri; fra i miei colleghi Richard Hunt; e dei miei studenti ne menzionerò solamente uno , fra tutti il più dotato e tenuto in considerazione , che morì in giovane età , prima che i risultati delle sue approfondite ricerche potessero essere pubblicati: Franco Giusberti di Bologna. Poi , andando più lontano , ci sono quei maestri sotto la cui guida ed influenza ebbi la fortuna di lavorare per periodi sempre troppo brevi, sufficienti solamente a farmi rendere conto della loro immensa superiorità: Ferdinand Lot a Parigi , Rudolf von Heckel a Monaco di Baviera, e, ovunque, il grande scienziato benedettino Dom Wilmart. Inoltre ci sono i promotori della tradizione degli studi storici medievali a Oxford: a loro devo l’ intenzione di intraprendere seriamente lo studio della storia medievale, soprattutto al vescovo Stubbs , che riuscì a far accettare a Oxford, un’università piuttosto restia ai cambiamenti, i livelli scientifici delle grandi università tedesche, non proprio con l’entusiasmo che egli sperava, ma tuttavia in modo da adottarli come propri.
Questi sono gli scienziati ai quali devo tutto . Ho detto abbastanza per convincervi che il premio che avete voluto gentilmente offrirmi infrange i Vostri regolamenti, in quanto davvero divisibile tra una moltitudine di persone di cui gran parte decedute? Lascio a Voi giudicare. Se, invece, doveste perseverare nella Vostra nobile intenzione pur essendo a conoscenza dei fatti, farò del mio meglio per tener viva la fiamma accesa dai miei più eminenti predecessori. Una profonda tenebra inghiottirebbe l’Europa ed il mondo intero se questo fuoco dovesse spegnersi.
Termino ringraziando ancora la Fondazion Balzan per il suo incoraggiamento.

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