Quando il Terzo Mondo aiuta se stesso (Italian)

Pakistan/India

Abdul Sattar Edhi

2000 Balzan Prize for Humanity, Peace and Fraternity among Peoples

In recognition of his life-long unselfish work for the very poorest and for peace; for his untiring efforts finding those who need care and taking care of those that nobody else cares for.

Abdul Sattar Edhi 
quando il Terzo Mondo aiuta se stesso

estratto del capitolo 11 dell’autobiografia di Abdul Sattar Edhi
“Uno specchio per il cieco” (a cura di Tehmina Durrani), 1995

Stavo seduto su un marciapiede davanti al mio ufficio in Mithadar, là dove quarant’anni fa, dopo la morte di mia madre, avevo posato i miei effetti personali. Osservai la strada polverosa, larga quattro metri, di fronte a me. Allora come adesso, il richiamo magico “Allah ho Akbar, Allah ho Akbar“, per la preghiera fajr, che scendeva giù dal minareto della Moschea Verde, e i suoni della vita riecheggiavano e crescevano al calare del giorno.

Con il passare del tempo, la marea di gente era divenuta sempre più intensa, e il rumore più forte. Era il microcosmo del mio Paese, una massa incontrollabile, disordinata. Camioncini, carri d’asino, carretti e tonga si urtavano l’un contro l’altro, i motorini andavano zigzagando facendosi strada tra ogni minimo spazio, e i risciò sputavano fumo nero dai silenziatori scassati. I guidatori irritati facevano suonare i clacson delle loro macchine ferme al traffico, avanzavano poco alla volta, urlavano, e insultavano i pedoni che li ignoravano, cercando di farsi strada in mezzo alla gran confusione. 

La montagna di immondizie all’angolo non c’era più, così come non c’erano più i vecchi che una volta abitavano questo quartiere. Coloro che allora furono donne e uomini adulti, ora erano diventati anziani, curvi e deboli, che cercavano di sopravvivere al passo veloce del tempo presente. I giovani erano diventati adulti, e al loro posto erano comparsi i ragazzi in jeans stretti che si dondolavano al suono delle musiche dei film, che le radioline emettevano con chiasso. E una nuova generazione di bambini correva di qua e di là all’impazzata, come si usa oggi, … – eppure nulla era davvero cambiato. Tutto era rimasto come prima.

Guardai i vecchi edifici decrepiti che ancora pullulavano della vita di piccola gente. I vestiti erano tuttora appesi sui fili ad asciugare, e tende di sottili strisce di bambù pendevano davanti ai portoni nascondendo le scale strette e ripide che correvano da un piano all’altro, e che su ogni pianerottolo si allargavano aprendosi ad angusti appartamenti. 

Ma nel frattempo i miei 65 anni mi avevano resi bianchi i capelli e la barba, e nella casa dietro a me tutto era cambiato. 

L’ambulatorio di tre metri quadrati, che avevo comperato nel 1951, era stato ampliato: ora copre anche il secondo e il terzo piano. Da questo ambulatorio ero partito per raggiungere coloro che non potevano raggiungere me, creando una rete che ora copre in lungo e in largo tutto il Pakistan, controllata da un’unica stanza che si chiama la Torre.

Già nell’anno 1990 la Fondazione Edhi, come unità privata unica nel suo genere, poteva offrire il servizio straordinario di ben 450 ambulanze. Per il 1997 ne prevediamo 800. Questo servizio che copre tutto il Paese è dotato dai più moderni sistemi di comunicazione per poter raggiungere anche le zone più remote: un primato assoluto nel campo di risposta immediata a domande di soccorso. Dalla creazione del servizio fino all’anno 1990, oltre 10 milioni di persone ne hanno beneficiato. E sempre per venire incontro ai bisogni del Paese, abbiamo donato 50 ambulanze ai vari governi succedutisi, nonché alle organizzazioni non-governative operanti nel Pakistan. 

Un servizio di ambulanze su supporto aereo, con a disposizione due piccoli aerei e un elicottero, ha iniziato ad operare nel 1987. Per i prossimi cinque anni il nostro progetto prevede l’acquisto di 5 elicotteri e di 5 piccoli aerei (…).

Questo servizio di ambulanze “volanti” provvede al trasporto di medici e di specialisti nelle zone remote, ai collegamenti tra i vari ospedali, al trasporto veloce del plasma e degli organi vitali per il trapianto; alle operazioni di salvataggio nei deserti, sulle montagne, nelle zone alluvionate, al mare; ai sondaggi geologici delle falde acquifere nelle zone colpite dalla carestia in Thar, Cholistan e Utthal; al servizio di assistenza medica alle compagnie coinvolte nella ricerca ed esplorazione delle aree remote. 

Nel 1996, 240 Centri di Assistenza Edhi operavano in 100 città e villaggi. Una catena di centri in grado di portare aiuto in situazioni di emergenza in un raggio di 25 chilometri è operativa sulle principali strade ed arterie, dal Sindh e Balukistan via il Punjab, fino a oltre il passo del Khyber, al ghiacciaio del Siachin. Tutti i centri sono collegati via radio, e una mia proposta prevede la creazione di altri 500 centri, secondo un piano articolato. In una seconda fase di questo progetto, si prevede la costruzione di ospedali e centri di traumatologia per vittime di incidenti ogni 100 chilometri; i primi entreranno in funzione entro l’anno 1997. 

Sono stati fondati Centri rurali per l’organizzazione dell’aiuto sanitario nelle zone di estrema povertà e colpite dalla siccità, come Utthal, Balukistan, Cholistan, Thar, Sindh; nella sola regione di Thar ve ne sono ormai 25. La seconda fase del progetto dei Centri rurali prevede, entro l’anno 1997, la creazione di centri specializzati per la sensibilizzazione della popolazione, ogni 20 chilometri lungo tutto il Paese, per promuovere a livello di base l’alfabetismo, le cure mediche, i programmi d’igiene e d’acqua potabile, la vaccinazione, i programmi di assistenza: il tutto incoraggiando lo spirito d’iniziativa delle comunità stesse. Sono state ‘reclutate’ delle ostetriche, per corsi di preparazione a domicilio, e studenti di medicina, per le vaccinazioni. Stiamo cercando di coinvolgere altri studenti, insegnanti, medici e facoltà di medicina per aiutarci in quest’attività.

Abbiamo creato ben 60 punti di soccorso d’emergenza per la difesa civile e per i controlli di routine, da impiegare in occasione di processioni religiose e di grandi raduni popolari; e per poter raggiungere con maggior velocità le località colpite dalle calamità. Sono state promosse campagne di massa contro i mali sociali quali la droga, la promiscuità sessuale, l’analfabetismo, le cattive condizioni igieniche; abbiamo offerto guida e assistenza agli analfabeti e ai bisognosi. Una volta completata, questo progetto coprirà il 99 per cento della popolazione urbana, e porterà aiuto ai cittadini fino alla soglia della propria casa. 

15 Case Edhi, chiamate Apna Ghar, si occupano della marea di emarginati e di persone psicolabili, in Karachi, Hyderabad, Multan, Lahore, Peshawar, Queta. Più di 3 milioni di bambini vi sono stati riabilitati, e fatti ricongiungere con le loro famiglie; oltre 80.000 psicolabili e drogati sono stati riabilitati, e hanno potuto ritornare nelle proprie case.

Oltre 1 milione di bambini sono nati in Case Edhi per la Maternità; più di 20.000 neonati abbandonati sono stati salvati con il nostro programma di Case-Culla.

Sei scuole per le infermiere in Karachi hanno predisposto dei corsi di addestramento base, grazie ai quali più di 40.000 donne provenienti da zone arretrate sono state rese economicamente indipendenti grazie ai certificati di training Edhi. 

Otto ospedali Edhi in 4 province del Paese forniscono un servizio medico gratuito. Un edificio di sei piani, con 200 posti letto, è stato costruito in una zona ad alta densità di popolazione, a Musa Line. E’ un ospedale con una sala parto perfettamente equipaggiata, con una sala operatoria completa, con tutte le tecniche delle apparecchiature a raggi X, e con un’unità di analisi. Un ospedale specializzato in oftalmologia, di 50 posti letto, e 5 centri per i diabetici sono in funzione in Karachi, Hyderabad, e Multan. Unità chirurgiche e centri specializzati per i malati di cancro e di disturbi renali entreranno in funzione tra il 1995 e il 1996. 

Trenta ambulatori che offrono un servizio gratuito sono operanti nelle principali città, e in Azad Kashmir, Jhang e Taxila. 15 ambulatori mobili hanno finora servito circa 1 milione di persone, e fornito un servizio di emergenza per oltre 2 milioni di persone durante i conflitti etnici e linguistici, ed altre rivolte popolari. 

Il Villaggio Edhi, costruito su un appezzamento di 65 acri lungo la Grande Highway, è composto di 8 fabbricati di cui 5 per ora funzionanti. In 4 fabbricati sono stati accolti 2000 ragazzi, mentre il quinto serve da centro di riabilitazione per i tossicodipendenti. 

Ho proposto di migliorare, entro l’anno 1996, la qualità del centro di riabilitazione per i tossicodipendenti, associandovi corsi di formazione professionale. A questo scopo abbiamo avviato un’impresa per la produzione di penne a sfera. La mia idea è quella di un programma di educazione che, oltre a insegnare a leggere e a scrivere, comprenda anche materie pratiche, come guidare l’automobile, dare assistenza in ambulatorio, imparare ad effettuare il primo soccorso, e anche fornire un supporto religioso. Coloro che supereranno il corso scegliendo poi di lavorare per la Fondazione, otterranno come compenso il pagamento delle spese del loro matrimonio, un salario e una pensione. Lo scopo è quello di portare le differenti comunità a mischiarsi, di creare uno spirito umanitario, e i presupposti per una società basata sulla solidarietà.

Il Centro di Buffer Zone per donne con disturbi mentali include una clinica psichiatrica specializzata. Nella zona nord di Karachi, un ostello e un centro di riqualificazione per 2000 donne è esaurito da sempre. Comprende 252 stanze e 88 sale adibite all’insegnamento di lingue straniere e di corsi di formazione professionale. Tutti i centri offrono gratuitamente corsi di pianificazione familiare, secondo i programmi varati nel Pakistan, e vaccinazione gratuita, in collaborazione con l’Unicef. 

Ben 8 magazzini Edhi sono provvisti di scorte di alimentari e di medicinali; cinque di essi sono pronti per le emergenze. Hanno provveduto ai bisogni dei campi profughi, e hanno fornito gratuitamente carne di montone ad ospedali governativi, ai sanatori, e ai poveri. La Fondazione Edhi ha dato mangiare a più di 1000 pazienti al giorno negli ospedali governativi. A più di 1 milione di handicappati sono stati trovati i letti in ospedale, le sedie a rotelle, le stampelle, le bombole d’ossigeno. Tutto materiale proveniente da questi 8 magazzini.

Per l’anno 1997 è prevista l’apertura di mense pubbliche per i poveri nelle maggiori città del Pakistan, nelle zone colpite dalla siccità, e in altri Paesi del Terzo mondo. 
La Fondazione Edhi cura 6 cimiteri nelle città principali. Già prima del 1990, la Fondazione aveva provveduto alla sepoltura di più di 200.000 corpi non riconosciuti. Un obitorio, capace di custodire 60 corpi, è funzionante in Sohrab Goth. Due banche del sangue a Karachi forniscono 40 litri di sangue al giorno per gli ospedali governativi. A Multan e a Karachi, le nostre farmacie forniscono dei medicinali di base per gli ospedali governativi, e distribuiscono medicinali per tutti i nostri ambulatori. Abbiamo 3 cliniche veterinarie, e curiamo un cimitero per gli animali di 4 acri lungo la Highway di Karachi. 

La Fondazione Edhi offre anche l’assistenza legale: abbiamo ottenuto il rilascio di circa 3000 prigionieri psicotici e abbandonati, e i nostri medici hanno seguito regolarmente i prigionieri in varie prigioni. I prigionieri sono stati assistiti con provviste di cibo, con la distribuzione di libri, di oggetti di cancelleria, di attrezzature sportive, di televisioni, di abbigliamento, di coperte, e di doni in occasioni speciali, come pure da un servizio di ambulanza.

Abbiamo aiutato i feriti della Guerra del Golfo Persico nel 1991, e le vittime del terremoto in Iran, fornendo loro il plasma, i medicinali, e strumenti chirurgici. Nel 1992, abbiamo aiutato le vittime del terremoto nel Cairo. Nello stesso anno, abbiamo offerto assistenza finanziaria, e facilitazioni per il viaggio di rimpatrio, ai pakistani dispersi nel Kuweit durante la guerra del Golfo. Nel 1993, la Fondazione Edhi ha fornito riso e altri alimenti a Mogadiscio in Somalia. Nel 1993 e 1994, la fornitura di beni di prima necessità e di assistenza è stata estesa ai campi profughi in Croazia.

La Fondazione Edhi ha fornito fondi e provviste per il sostentamento al flusso di rifugiati provenienti dal Bangladesh, Afghanistan, Kashmir, Kurdistan, Birmania, Nepal, Somalia e Uganda. Delle provviste e un’ambulanza sono stati consegnati ai rifugiati bosniaci nel campo di Islamabad. Negli Usa, in Gran Bretagna, Ungheria, UAE, Canada, Bangladesh, Giappone, Afganistan, India, Sri Lanka, Etiopia, Sudan e Russia, le filiali della Fondazione Internazionale Edhi forniscono vari servizi di assistenza agli asiatici ivi residenti.

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