Bio-bibliografia

Italia

Leo Pardi

Premio Balzan 1989 per l'etologia

Leo Pardi è uno dei più autorevoli studiosi nel campo dell’etologia. Le sue fondamentali scoperte sull’ordinamento gerarchico e sulle sue implicazioni fisiologiche nella società delle vespe e sull’orientamento astronomico dei crostacei anfipodi che vivono lungo il litorale marino hanno gettato nuova luce sull’organizzazione sociale e sui meccanismi del comportamento spaziale degli animali.

Leo Pardi è nato a Pisa, il 23 agosto 1915;

è cittadino italiano;

libero docente di Zoologia nell’Università di Pisa dal 1943;

Professore di Zoologia nell’Università di Torino dal 1953 al 1962;

Professore di Zoologia nell’Università di Firenze (tal 1962 al 1980;

Professore di Etologia nell’Università di Firenze dal 1980 al 1987, e dal 1988, Professore Emerito nella stessa materia;

Direttore del Museo Zoologico dell’Università di Firenze dal 1963 al 1972;

Direttore del Centro di Studio per la Faunistica ed Ecologia Tropicali del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1971 al 1985;

ha trascorso periodi di lavoro al Zoologisches lnstitut der Universitàt Mtinchen (Dircttore Karl

von Frisch) e al Zoologisches lnstitut der Eidgenòssischcn Technischen Hochschule di Zurigo

(Direttore Jakob Seiler);

è stato dal 1967 al 1988 Direttore del Monitore Zoologico italiano (italian Journal of Zoology);

è stato presidente dell’Unione Zoologica Italiana (1961-1963);

è Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Nazionale di Entomologia;

è socio corrispondente della Akademie der Wissenschaften und der Literatur di Mainz. (RFT)

e dell’Accademia delle Scienze di Torino;

è socio onorario dell’Unione Zoologica Italiana.

Tra i suoi scritti si segnalano:

— Ricerche sui Polistini – 7. La “dominazione e il ciclo ovarico annuale in Polistes gallicus. (L.). Boll. lst. Entom. Università di Bologna 15: 25-84. (1946);

— Dominance order in Polistes Wasps. Physiological Zoology 21: 1-11. (1948);

— Ricerche sull’orientamento di Talitrus saltator. (Montagu) (Crustacea-Amphipoda). Z. vergl. Physiol. 35: 459-5 18. (1953);

— Innate components in the solar orientation of littoral Amphipoda. Cold Spring Harbor Symp. Quant. Biol. 25: 395-401. (1960);

— Polymorphismus bei sozialen Faltenwespen. In: Gerh. I-I. Schmidt (Ed), Die sozialen lnsekten. Polymorphisrnus und Kastenbildung. Stuttgart: Akadem. Verlagsges. 116-145. (1975);

— Inheritance of solar direction finding in sandhoppers: Mass crossing experiments. J. comp. Physiol. 151: 435-440. (1983);

— Die Orientierung der Strandflohkrebse im Grenzbereich Meer/Land, In: M. Lindauer (Ed), Information Processing in animals, 4. Akademie der Wissenschaften und der Literatur Math.naturwiss. Kl., Mainz. Stuttgart: Fischer. (1987). (In collaborazione con E. Scapini);

— Zonal recovery in equatorial sandhoppers: interaction between magnetic and solar orientation. NATO ASI Series. New York & London: Plenum Press. (1988).

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