Michael Marmot

Regno Unito

Premio Balzan 2004 per l'epidemiologia

Cerimonia di Consegna dei Premi Balzan 2004
Roma, Accademia dei Lincei, 18 novembre 2004


Signor Presidente,
Membri della Fondazione Balzan,
Signore e Signori,

si dice che il fisico Richard Feynman scrisse alla madre scettica di uno studente e che a un certo punto le disse: suo figlio mi ha chiesto di spiegarle l’importanza della fisica. La fisica non è importante. L’amore è importante. La fisica è divertimento.
Logicamente esagerò: la ricerca e lo studio sono divertimento, ma sono anche importanti. C’è anche un terzo aspetto. Il campo particolare in cui ho lavorato duramente, le determinanti sociali della salute, ha lo scopo etico di ridurre le ineguaglianze all’interno della società. Per tutte queste ragioni, è un immenso piacere essere insignito del premio Balzan.
E’ un vero piacere? Certamente, sia per me, che per la mia famiglia, i miei collaboratori e colleghi. Un piacere enorme. Io lavoro all’University College di Londra dove vengono conservate le spoglie di Jeremy Bentham che fanno da guardia davanti all’ufficio del Rettore e l’utilitarismo è una forza con cui bisogna fare i conti. Questi premi danno certamente un contributo alla felicità globale dell’umanità. Ma il piacere puro e limitato che viene conferito oggi alla nostra materia sarebbe da solo privo di significato. I premi Balzan celebrano lo studio e l’apprendimento come pietre miliari della nostra civiltà e della nostra cultura.
Queste celebrazioni del sapere sono certamente le benvenute. Oggigiorno è quasi lecito dire che ci si sente un po’ perseguitati come studiosi accademici, quando la retorica parla di applicazioni pratiche, collaborazioni con l’industria, formazione efficiente di un gran numero di studenti per dar loro delle competenze spendibili. In parole povere, la ricchezza è un “dio” più importante della conoscenza. Questi premi Balzan ci danno la possibilità di riflettere sul valore del sapere.
Mi sento quindi enormemente privilegiato ad essere uno studioso accademico. E’ un vero e proprio divertimento, ma è anche una missione divina. Mi ricordo molto bene le sensazioni che provavo quando iniziai a scrivere le prime frasi dei miei studi scientifici. Era un’esperienza simile alla religione. Mi stavo addentrando in un mondo dove la verità e la sapienza erano le uniche valute spendibili. Far parte di questo mondo era sia un dovere sacro che un privilegio. Chiedete a uno studioso accademico qual’è il peggior peccato che un altro studioso potrebbe commettere nella sua condotta lavorativa. E’ la menzogna. Gli scontri, i dibattiti, i punti di vista della relatività sono accettabili ma, al suo meglio, il nostro è un mondo in cui si ricerca la conoscenza superiore e la comprensione. Questa conferenza celebra il nostro scopo più alto.
Con i premi Balzan, noi oggi celebriamo anche il valore delle diverse discipline. Io sono specializzato in medicina ed epidemiologia, il che vuol dire che io e i miei collaboratori studiamo le cause delle malattie nelle varie popolazioni. Ho passato la gran parte della mia carriera di ricercatore a studiare le determinanti sociali e culturali della salute. Questo comporta la collaborazione con altri campi della dottrina medica e biologica, ma anche con psicologi, sociologi, economisti, studiosi di statistica e antropologi. Tutti noi abbiamo un importante contributo da apportare per approfondire la comprensione di come la natura della società influenza la salute dei membri della società stessa. E’ per questo motivo che sono particolarmente grato di essere qui con i rappresentanti di altre discipline scientifiche, ognuno dei quali ha apportato il suo contributo, unico nel suo genere, alla conoscenza.
C’è anche un’altra ragione correlata al premio Balzan che mi dà ancora più piacere. Riguarda il modo in cui ho affrontato la mia vita di ricercatore: ricerca per accumulare conoscenza e legata con la preoccupazione di raggiungere la giustizia sociale. Le mie ricerche sono state dedicate alla comprensione dei motivi che portano alle disuguaglianze nella salute, capire perché gli individui meno privilegiati della società devono sopportare anche la piaga di condizioni di salute precarie oltre all’offesa di avere uno status sociale più basso. Lo scopo è di gettare le fondamenta per intraprendere azioni atte a ridurre le ineguaglianze a livello di tutela della salute. Io mi occupo particolarmente delle disuguaglianze nella tutela della salute all’interno di vari paesi – la differenza di 20 anni nella speranza di vita tra gli individui più poveri e più ricchi in America, per esempio; oppure le disuguaglianze tra un paese e l’altro – perché un bambino in Sierra Leone ha una probabilità del 30% di morire prima di aver raggiunto i cinque anni di vita, mentre un bambino in Svezia ha meno di 4 possibilità su 1000 di morire a quell’età. Io e i miei colleghi conduciamo delle ricerche guidate dalla curiosità, però abbiamo scelto il tema delle ineguaglianze sociali nella tutela della salute in quanto siamo sensibili alla giustizia sociale. Vogliamo fare la differenza. Ridurre le disuguaglianze nella tutela della salute è, anch’essa, una ricerca correlata alla civilizzazione. E’ un bene per tutti noi che lavoriamo in questo campo avere un riconoscimento e un’onorificenza che premi gli sforzi compiuti nella ricerca.
Sono grato alla Fondazione Balzan che ha riconosciuto i valori della ricerca. Gli sono grato per aver riconosciuto che le diverse discipline hanno ognuna la propria strada che porta alla verità. E grato per l’opportunità che il Premio dà per stimolare ulteriormente i ricercatori del futuro.