Nazione Italia Anno 2026

Elena Esposito

Premio Balzan 2026 per La scienza sociale della tecnologia digitale

Per il suo contributo teorico pionieristico alle scienze sociali della tecnologia digitale e, in particolare, per il suo concetto di “comunicazione artificiale”, che ridefinisce la questione dell’intelligenza artificiale dimostrando che gli algoritmi possono partecipare allo scambio sociale pur non avendo capacità di comprendere. Per aver fornito un quadro di riferimento rigoroso e innovativo in grado di trasformare l’approccio delle scienze sociali all’intelligenza artificiale in ogni ambito in cui i sistemi algoritmici stanno diventando partecipanti attivi. Per il suo programma di ricerca empirica di ampio respiro che applica queste intuizioni alla previsione algoritmica nei settori della finanza, della medicina e delle politiche pubbliche.

Laudatio

Elena Esposito è una delle sociologhe più originali e influenti della sua generazione, nonché la studiosa che più di altri ha contribuito a fornire un quadro teorico rigoroso per comprendere l’effettivo impatto della tecnologia digitale sulla società. Il suo lavoro abbraccia tre decenni e spazia dalla sociologia della memoria e della moda ai mercati finanziari e alle previsioni algoritmiche, ponendosi sempre non la domanda su cosa sia la tecnologia, ma su cosa faccia e su come modifichi il modo in cui i sistemi sociali operano, comunicano e generano significato.

Il suo contributo più distintivo e influente è il concetto di «comunicazione artificiale», sviluppato in modo più completo nel suo libro omonimo pubblicato nel 2022 dalla MIT Press. Mentre la maggior parte degli analisti si chiede se l’intelligenza artificiale possa replicare il pensiero umano, Esposito riformula completamente la domanda: ciò che gli algoritmi producono non è intelligenza, ma comunicazione — la capacità di partecipare agli scambi sociali senza comprenderli. Questa distinzione è al tempo stesso teoricamente precisa e praticamente illuminante. Spiega perché i grandi modelli linguistici siano al tempo stesso impressionanti e inaffidabili: sono ottimizzati per la plausibilità comunicativa, non per la verità. Spiega l’aspetto inquietante dell’interazione tra esseri umani e IA: ci siamo evoluti per considerare la competenza comunicativa come prova di comprensione, e quell’intuizione viene ora sistematicamente smentita. E apre un programma di ricerca per ogni ambito – diritto, medicina, finanza, scienza, politica – in cui i sistemi algoritmici stanno diventando attori senza essere compresi.

Questo quadro teorico è il risultato di un programma intellettuale di lungo respiro piuttosto che di un singolo intervento. Esposito si è formata sotto la guida di Niklas Luhmann all’Università di Bielefeld, dove ha anche ricoperto una cattedra per molti anni parallelamente a quella all’Università di Bologna, e ha sviluppato la più importante applicazione della teoria dei sistemi alla tecnologia digitale presente in letteratura. Il suo lavoro si distingue per la combinazione di ambizione teorica e impegno empirico: il suo Advanced Grant del Consiglio europeo della ricerca, uno dei premi di ricerca più competitivi nel panorama scientifico europeo, ha finanziato un programma di ricerca che applica il suo quadro teorico alla previsione algoritmica in finanza, medicina e politiche pubbliche, producendo un corpus sostanziale di lavori sia empirici che teorici.

Esposito scrive con uguale disinvoltura in italiano, tedesco e inglese, e la sua influenza si estende oltre i confini disciplinari e linguistici in modi che pochi studiosi di scienze sociali riescono a eguagliare. Essa incarna la tradizione onorata dal Premio Balzan: una ricerca costante, rigorosa e indipendente che cambia il nostro modo di pensare alle questioni fondamentali – nel suo caso, la questione di cosa significhi per le macchine partecipare alla vita sociale umana.

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